La settimana scorsa, alla vigilia delle grandi Montagne, il Giro d’Italia ha fatto tappa a Cittadella. Come sempre l’arrivo del Giro è un evento che riesce difficile immaginare: una macchina organizzativa enorme che si muove come un orologio per regalare ai tanti spettatori presenti uno spettacolo forse troppo breve, ma che non vive solo di corridori e ammiraglie, ma di un vero e proprio circo.
Per me intanto è stata l’occasione di scrivere un paio di articoli di quelli che magari nessuno legge, ma che io mi sono divertito a scrivere.
Il primo racconta la storia del Giro nella provincia di Padova.
Continue reading “Guardandosi in Giro (1)”
Nel fine settimana spazio alle interviste. Ne sono uscite ben due cui tengo in maniera particolare. Una su Carta Qui Est Nord (peccato che anche questa volta abbiano sbagliato il nome, ma ho già strigliato chi di dovere) a Manu Rampazzo, presidente del Faber. L’altra semplicemente sul Gazzettino, ma nientemeno che a Valerio Evangelisti, sull’imminente uscita di “La luce di Orione”, non capitolo della saga di Eymerich.
Ecco intanto quella a Manu…
Continue reading “Tempo di interviste”
«Ma tu, che lavoro fai?».
«Il gionalista (pù o meno)».
«Ma che bello!».
«Insomma (credeghe)».
Però ogni tanto capita a tutti di essere contenti del proprio lavoro.
Quindi questa volta me la tiro un po’… Continue reading “Autopromozione”
Il buon Zuc ha avuto la brillante idea di chidermi di scrivere un pezzo per la rivista del Coni padovano, CONoi. Quando gli ho chiesto di cosa doveva parlare, mi ha detto che avevo libertà di scelta. Grosso errore.
Questo è quello che sono riuscito a sproloquiare… Continue reading “Sport e professionalità…”
Il lavoro del giornalista, se non sei Ahmed Rashid, è fatto per lo più di impegni noiosi e banali. Ogni tanto però capita qualche evento o incontro da seguire che, se non stimolante, risulta essere almeno degno di interesse.
La presentazione di Arrivederci amore, ciao di Michele soavi poteva rientrare tra questi. Massimo Carlotto non è forse il mio idolo, ma resta un personaggio interessante e si è rivelato soprattutto capace di dire cose, magari non sconvolgenti, ma nemmeno banali nel classico "raduno" promozionale. Ovviamente in questo caso gli "ordini di scuderia" erano di concentrare l’attenzione del pezzo su Alessio Boni, che sarà anche interprete di un film candidato all’Oscar, ma che non è stato per nulla interessante.
Sono rimaste fuori dalle trenta righe (in realtà erano quaranta, ma così mi suona meglio) un sacco di cose interessanti, o quasi, che ha detto Carlotto più o meno a tutti i giornalisti presenti, compresi quelli che gli hanno fatto domande che forse potevano ancora avere un senso dieci anni fa…
Niente di speciale, ma eccole qui
Continue reading “Oltre le trenta righe”