Oct 24
Il nono di Eymerich
Dopo l’intervista per i geek, ecco quella per i fan di Valerio Evangelisti. Eccola “così com’è”…
La nuova avventura di Eymerich parte da Padova. Nella scelta è stata decisiva la richiesta di un racconto fatta dall’Università di Padova oppure aveva già in mente qualcosa del genere?
E’ stata la richiesta della vostra università a indurmi a mandare Eymerich a Padova. In realtà, l’Eymerich storico venne effettivamente in Italia a perorare la propria causa, ma davanti al capitolo di Bologna, poi proseguito a Ferrara.
Nell’inizio del romanzo c’è il confronto tra Eymerich e Petrarca. Una cosa che aveva già programmato?
No, è anche questa una “concessione” ai miei committenti padovani. Comunque il racconto commissionato dall’università, parecchio modificato, occupa nel romanzo quattro capitoli su una quarantina.
Eymerich torna ad essere protagonista di un suo romanzo dopo quattro anni, e quattro romanzi molto diversi. Come è stato ritrovare questo personaggio dopo tanto tempo?
Oh, siamo vecchi amici. Certo, è stato per me un po’ faticoso tornare sul tema. Lo sprone dell’università di Padova è stato essenziale, come anche le continue pressioni dei lettori.
Spesso certi scrittori “soffrono” la popolarità del loro personaggio più importante (vedi Conan Doyle e Sherlock Holmes). com’è il rapporto tra Eymerich e Valerio Evangelisti? La lunga assenza dell’inquisitore dalle librerie è dovuta ad una certa stanchezza o è solo la voglia di scrivere romanzi di respiro molto diverso come “Noi saremo tutto” e i due “Collari”?
Dovevo in qualche modo dimostrare di essere capace di scrivere cose diverse dalle avventure del mio personaggio più noto. Ritengo “Noi saremo tutto” il mio romanzo meglio riuscito. Tuttavia non ho mai nutrito per Eymerich un rapporto di odio: è una parte di me stesso. Sapevo che prima o poi l’avrei rimesso in campo.
(Domanda da cento milioni) Quale sarà il prossimo romanzo di Evangelisti? Un Eymerich, un Pantera o cos’altro? (pirati!)
Ho idee molto vaghe, e per ora ne approfitto per riposarmi. Dopo un racconto apparso nell’antologia “Anime nere”, parecchi lettori mi chiedono in effetti una storia di pirati. Non so se un libro del genere avrebbe un mercato. Comunque, se mi decidessi a scriverlo, i miei pirati sarebbero molto poco salgariani. E ancor meno avrebbero in comune con Johnny Deep.





