Feb 15 2006
Oltre le trenta righe
Il lavoro del giornalista, se non sei Ahmed Rashid, è fatto per lo più di impegni noiosi e banali. Ogni tanto però capita qualche evento o incontro da seguire che, se non stimolante, risulta essere almeno degno di interesse.
La presentazione di Arrivederci amore, ciao di Michele soavi poteva rientrare tra questi. Massimo Carlotto non è forse il mio idolo, ma resta un personaggio interessante e si è rivelato soprattutto capace di dire cose, magari non sconvolgenti, ma nemmeno banali nel classico "raduno" promozionale. Ovviamente in questo caso gli "ordini di scuderia" erano di concentrare l’attenzione del pezzo su Alessio Boni, che sarà anche interprete di un film candidato all’Oscar, ma che non è stato per nulla interessante.
Sono rimaste fuori dalle trenta righe (in realtà erano quaranta, ma così mi suona meglio) un sacco di cose interessanti, o quasi, che ha detto Carlotto più o meno a tutti i giornalisti presenti, compresi quelli che gli hanno fatto domande che forse potevano ancora avere un senso dieci anni fa…
Niente di speciale, ma eccole qui
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