Jan 10
Le casalinghe e l’entomologo
Passate le festività, queste "quasi" ferie (be’, non mi posso lamentare) lasciano qualche buono strascico. In questo caso i giorni (e le sere) di ozio tra Capodanno e la Befana (prima c’erano un sacco di cose da fare) mi hanno permesso di sbrigare qualche arretrato, in materia telefilm.
Protagoniste indiscusse di queste serate le "casalinghe disperate" (non mi ci provo nemmeno a scriverlo in inglese), di cui sono riuscito a vedere un bel po’ di puntate, anche senza finire la prima stagione.
Devo dire che, proseguendo con la visione, questa serie continua a piacermi. Le quattro protagoniste sono decisamente interessanti e le trame sono sviluppate in maniera molto misurata, senza eccedere, come spesso accade in serial che hanno per protagonisti persone "normali".
La trama "noir" di fondo continua a crescere ed a svilupparsi, senza però infastidire. Ciascun personaggio principale, a turno, vive da protagonista e da "spalla comica". Le sottotrame di "riempimento" toccano a tutte e quattro, in un’altalena di intrecci decisamente interessante.
Poi la feroce ironia dei sobborghi borghesi della provincia statunitense è davvero ben riuscita. Perbenismo, ipocrisia, convenzioni sociali che diventano il fine di un’esistenza, e bugie come filo conduttore, a coprire ogni rapporto umano.
Insomma, mi piace…
Se la satira sui modi di vita dell’alta borghesia è uno dei motivi di interesse delle storie di Wisteria Lane, non si può certo dire che Desperate Housewives sia una serie "di sinistra".
Di certo però si può parlare di CSI come di un telefilm "di destra".
Non dico che Gil Grissom e soci siano portabandiera neocon, ma di certo l’impressione che si ha a seguire tante loro avventure non è quella di un ambiente "progressista", come quello di un famoso pronto soccorso di Chicago.
Una serie curatissima CSi, con personaggi che colpiscono, ma ogni volta che ci si imbatte in un esponente di qualche minoranza (un nano, un gay, anche solo un tizio che non naviga nell’oro) di solito o è il colpevole, o comunque è cattivo. In una puntata che ho visto di recente Gil e Sara parlavano schifati di un gruppo di borghesotti (degni vicini di casa delle casalinghe disperate) che facevano scambi di coppia.
Una sensazione fastidiosa, purtroppo…






January 19th, 2006 at 5:24 pm
Non v’è dubbio che mi hai fatto venire voglia di cercare la serie - che istintivamente non mi attira molto - sul Mulo…
Interessante (per fancazzisti come noi, ovvio) disquisire sulla collocazione politica di una serie. Io metto a sinistra La Tata e a destra I Robinson: e poi?
Posso accreditarmi via blog per la gara di sabato? Ovviamente, come sai, gradirei tanto un posto in tribuna stampa per la mia testata…
Andrea, palettaro in finale di Cev
January 20th, 2006 at 8:32 pm
Non mi sembra qusta la maniera migliore…