Sep 02
A Leon se magna…
Oggi, come direbbe Davide Cassani, tappa di trasferimento, per velocisti.
In effetti ho chiuso con una media vicina ai 17km/h, praticamente folle, i 98.20 km che separano il simpatico borgo di Carrion de Condes, dove ho dormito stanotte, dalla ridente citta’ di Leon. In realta’ finora di Leon non ho visto molto, perche’ appena arrivato all’ostello ho fatto la doccia e mi sono dseduto davanti al pc per aggiornarvi. Vedro’ di farci un giro anche perche’ la tappa di domani e’ lunga la meta’ e quindi posso passare parte della mattina in giro per il centro.
In realta’ oggi avevo in programma una sosta a Mansilla de las Mulas. Ieri, ad uno spagnolo che voleva arrivare a Leon (l’unico al mondo piu’ triste di me per la morte di Pantani) davo del loco…
Invece eccomi qua. Dopo una prima trentina di chilometri con qualche piccola salita, dopo Sahgun e’ iniziata una lñunga pianura, oltre trentacinque chilometri, che ho percorso parte sullo sterrato e parte in una piccola strada asfaltata che correva lungo il camino. Qui ho incontrato un francese che il 21 giugno e’ partito da Parigi con il suo bel basotne e il suo bello zaino per andare a Santiago. A piadi!
Pensa che mi ha anche regalato un paio di camere d’aria nuove che un ciclista aveva perso. Io le ho prese, speriamo non mi servano.
Arrivato a Mansilla e preso il Sello, era circa mezzogiorno e mezzo (di fuoco, anche se ieri pomeriggio un brutto acquazzone ha abbassato la temperatura), ho chiesto per dormire, nella prospettiva di un pomeriggo di branda. Solo che nel piccolo albergue davano un letto ai ciclisti solo dopo le 19.30. Il vecchietto all’accettazione mi ha detto che lui a piedi raggiunge Leon in 3 ore, quindi sicuramente mi convevniva partire. Cosoi’ via per altri 20 km, con in mezzo un Alto non male (l’alto del Portillo) e soprattutto un incrocio terribile: praticamente i camminanti dovranno fare uno svincolo tra le autostrade per Villadoid, Madrid e Burgos (mica Cavarzere!) in contromano sulla sinistra. Io per fortuna ho fatto un numero, anche su consiglio di un signore tedesco che sta tornando indieetro da Santiago (questo per farvi capire come sono quelli fuori di testa qui).
in effetti da Carrion a qui ho trovato indicazioni, se non scarse, sicuramente inferiori ad altre zone del cammino…
Domani si va ad Astorga (se mi fanno dormire), poi sabato e domenica tapponi, come nella migliore tradizione dei grandi giri: Cruz de Hierro sabato (ti pensero’, Nardi) e O’Cebreiro domenica. Arrivo previsto a Santiango: Boh!
E comunque ho portato il costume e voglio fare il bagno nell’oceano a Finisterrae!
M4x
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