Set 11 2004

A casa!

Tag: Bici e viaggiom4x @ 8:07 pm

Ebbene sì, dopo un viaggio che fa impallidire le due settimane di pellegrinaggio, sono finalmente giunto a casa, non senza che la cara Iberia riuscisse a perdere il mio prezioso bagaglio di vestiti sporchi…
Comunque, ecco un assaggio visivo delle mie imprese: per un approfondimento mi farò vivo…
M4x
ps: e naturalmente grazie a tutti per il sostegno e la compagnia!


Set 09 2004

Finisce la terra…

Tag: Bici e viaggiom4x @ 4:23 pm

…e finisce il viaggio. Dopo quattordici giorni e 984 virgola qualcosa chilometri di bicicletta sono arrivato a Finisterre, completando la tappa piu’ lunga, ben 106 km.
Tappa molto dura, perche’ i primi 35/40 sono stati di bosco, con saliscendi molto belli ma anche duri, e quando a cominciato a piovere ho preferito lasciare il camino per la caretera. Comunque non senza difficolta’, visto che ho dovuto inventarmi una strada (non c’e’ la classica statale piu’ o meno parrallela al sentiero come prima di Santiago), chiedendo informazioni agli abitanti del posto, che parlano un misto di bergamasco e portoghese, con accento di Benevento. Comuque alla fine ci sono arrivato, e ho potuto spingere le ruote fino al faro di Finisterre, a picco sull’oceano. A proposito, prima di partire avevo questa teoria: se Santiago e’ a circa 200 metri e Finisterre sull’oceano, ci sara’ un dislivello favorevole e quindi un tappa di non grande difficolta’. Teoria del cacchio!
Comunque questa mattina ho caricato la bici in autobus e sono ritornato a Santiago, riprendendo posto nel seminario minore, dove avevo dormito l’altra sera. E’ la prima volta in quindici giorni che dormo, se non nello stesso letto, nella stessa citta’ e nello stesso stabile!

Ora sto cercando di sbrigare le ultime formalita’, tipo trovare un mezzo per il ritorno. Spero che l’aereo non sia caro come penso (gente in cammino mi aveva detto di prezzi decisamente piu’ economici). Mi fa paicere che vi siate tutti attentamente interessati alle mie vicende per il ritorno, prometto che vi spedir’ solo un’altra mail, una volta sa casa, cosi’ mi potrete vedere all’opera in tutta la mia classe sopraffina.
Ci sentiamo, M4x


Set 07 2004

Santiago, che emozione!

Tag: Bici e viaggiom4x @ 4:22 pm

Ebbene si’ sono arrivato: dopo sei ore di bici tra pioggia e sole, ho scorto il cartello Santiago. Nessuna freccia gialla, nessun numero ad indicare i chilometri mancanti. Sono arrivato.
Confesso che l’emozione e’ stata forte, un momento bellissimo, rovinato dall’atmosfera della citta’…

Sembra di essere in piazza del Santo il 13 giugno. Saro’ il solito snob, ma per me, che anche se in bicicletta ho comunque valicato i Pirenei con le mie gambe, ho sudato e mangiato polvere, battuto i denti per il freddo e compiuto autentiche acrobazie per rimanere in piedi, entrare a Santiago non puo’ avere lo stesso significato di quello che ha per i turisti. E non solo i gruppi in gita con la parroccchia che arriavno con i pullman, ma anche rispetto a quelli partiti dopo O’Cebreiro, la salita piu’ dura, il momento della verita’ sulla via lattea…
Comunque, negli ultimi giorni ho vissuto i momenti piu’ intensi del viaggio.
A Ponferrada ero partito con il tempo incerto, ma il temporale del pomeriggio non mi aveva creato problemi. il terreno non era ideale, ma sono andato avanti. Quando sono arrivate le rampe del Cebreiro, ho cominciato a soffrire. Sono salito fino a Faba per la caretera, poi doveva esserci un camino per le biciclette. C’erano solo due figli dei fiori in giro, con una tenda che vendeva te’ verde (?) in un paese che fara’ cento abitanti contando anche le mucche (e le mosche). Ovviamente non sapevano nulla. Ho fatto cosi’ poco meno di tre chilometri sul sentiero. Una ragazza mi ha detto che lei non riusciva a farlo solo “con my alma”, figurarsi con la bici. Una comitiva di tedeschi mi ha dato qualche spinta, ma e’ stato solo dopo una malga (ho anche pestato una merda, naturalmente), ho ritrovato la strada. Tra l’alatro in cime c’era anche un distributore di bibite!
Comunque non e’ che dopo mi sia riposato, cvisto che restavano tre chilometri atroci. Comunque alla fine ho trovato Cebrerio. Il paesetto era proprio bello, piccole case in muratura, ma la domenica c’era anche tanta gente. All’albergue era gia’ quasi pieno (erano circa le tre) e ho dovuto dormire per terra. Poco male, non fosse che la doccia era fredda, cosa non piacevole.
Il mattino dopo sono partito appena me lo ha concesso la visibilita’, ma la discesa e’ stata bruttissima. Nebbia e freddo, io ci ho dato di fischietto per farmi notare. Di li’ ho proseguito con obiettivo Portomarin, riuscendo a vedere il solo solo nel primo pomeriggio. Tra i saliscendi galleghi sono arrivato alla meta del giorno, ma anche li’ era pieno. Sei chilometri di salita ed ecco che nell’altro albergue non c’era piu’ posto nemmeno per terra.
Cosi’ mi fermo a Ventas de Noras, un paesucolo dove una signora gestisce un piccolo albergue con tienda por la comida. Per la cifra di otto euro (tanti per la media di questi posti) mi sono potuto riposare per bene e fare una doccia calda!
La mattina dopo pero’ la sorpresa. Alle sette vado a fare colazione, chiedo quando uscira’ il sole, mi risponde che il sole non c’e': si partira’ sotto l’acqua. In attesa di vederci qualcosa arriva un gruppo di italiani. Uno e’ di Padova. Un parrochiano di Andrea Tieto con cui sono andato a vedere una mostra di fumetti al Pedrocchi anni fa…
Comunque, vista la pioggia, decido di fare il piu’ possibile strada, gia’ rischiosa, mentre salgo e scendo e i chilometri diminuiscono. E quando, prima di mezzogiorno, vedo il cartello che dice SANTIAGO 30, decido, si arriva in fondo.
Ed eccomi qua.
Vi faro’ sapere quando torno.
Sono comunque contento che le mie mail non via abbiano annoiato, ma di avere anzi scatenato veri e propri dibattiti:-)
Ed era mia sorella a dovermi venire a prendere, logico!
M4x


Set 04 2004

Ponti e croci, tutti di ferro

Tag: Bici e viaggiom4x @ 4:20 pm

Dopo 55 km di passione, sono infine giunto in quel di Ponferrada.
La passione non deriva solo dalla scalata della Cruz de Ferro, ma anche dal fatto che per alcuni problemi mi sa che nel pomeriggio dovro’ passare da un meccanico.
Comunque, la tappa di oggi era soprattutto questo, la Cruz de Hierro, la cima Coppi (come la definita un ciclista spagnolo ieri) del camino. Domani tocchera’ ad O’Cebreiro, che magari e’ meno alta, ma probabilemnete si trattera’ di una salita piu’ lunga e con piu’ tratti in sterrato. Oggi invece si seguiva quasi sempre la caretera, anche perche’ il sentiero era praticamente inacessibile alle bici. L’impressione e’ che il sentiero sia stato fatto dopo e che il camino originale sia quello che ora e’ asfaltato. Se sia cosi’ o no non importa, sono arrivato sulla croce, mi ci sono fermato, ho portato una pietra.. (e ho pensato alla Nardi). In effetti e’ un posto molto bello, anche se, dopo la gran pioggia di ieri pomeriggio, il sole per tutto il giorno ha giocato a nascondino. Comunque penso che nei prossimi giorni (specie in Galizia) il tempo sara’ alquanto incerto…
Dopo la Cruz, una ventina di chilometri in discesa, anche molto ripida. Poco prima della discesa c’era un piccolo rifugio, con case in pietra, che sebra gestito dai figli dei figli dei fiori.
Ci sentiamo…
Io penso di ritornare a Padova tra sabato e domenica, se prendo l’aereo chi e’ che viene a prendermi?
:-)
M4x


Set 02 2004

A Leon se magna…

Tag: Bici e viaggiom4x @ 4:21 pm

Oggi, come direbbe Davide Cassani, tappa di trasferimento, per velocisti.
In effetti ho chiuso con una media vicina ai 17km/h, praticamente folle, i 98.20 km che separano il simpatico borgo di Carrion de Condes, dove ho dormito stanotte, dalla ridente citta’ di Leon. In realta’ finora di Leon non ho visto molto, perche’ appena arrivato all’ostello ho fatto la doccia e mi sono dseduto davanti al pc per aggiornarvi. Vedro’ di farci un giro anche perche’ la tappa di domani e’ lunga la meta’ e quindi posso passare parte della mattina in giro per il centro.
In realta’ oggi avevo in programma una sosta a Mansilla de las Mulas. Ieri, ad uno spagnolo che voleva arrivare a Leon (l’unico al mondo piu’ triste di me per la morte di Pantani) davo del loco…
Invece eccomi qua. Dopo una prima trentina di chilometri con qualche piccola salita, dopo Sahgun e’ iniziata una lñunga pianura, oltre trentacinque chilometri, che ho percorso parte sullo sterrato e parte in una piccola strada asfaltata che correva lungo il camino. Qui ho incontrato un francese che il 21 giugno e’ partito da Parigi con il suo bel basotne e il suo bello zaino per andare a Santiago. A piadi!
Pensa che mi ha anche regalato un paio di camere d’aria nuove che un ciclista aveva perso. Io le ho prese, speriamo non mi servano.
Arrivato a Mansilla e preso il Sello, era circa mezzogiorno e mezzo (di fuoco, anche se ieri pomeriggio un brutto acquazzone ha abbassato la temperatura), ho chiesto per dormire, nella prospettiva di un pomeriggo di branda. Solo che nel piccolo albergue davano un letto ai ciclisti solo dopo le 19.30. Il vecchietto all’accettazione mi ha detto che lui a piedi raggiunge Leon in 3 ore, quindi sicuramente mi convevniva partire. Cosoi’ via per altri 20 km, con in mezzo un Alto non male (l’alto del Portillo) e soprattutto un incrocio terribile: praticamente i camminanti dovranno fare uno svincolo tra le autostrade per Villadoid, Madrid e Burgos (mica Cavarzere!) in contromano sulla sinistra. Io per fortuna ho fatto un numero, anche su consiglio di un signore tedesco che sta tornando indieetro da Santiago (questo per farvi capire come sono quelli fuori di testa qui).
in effetti da Carrion a qui ho trovato indicazioni, se non scarse, sicuramente inferiori ad altre zone del cammino…
Domani si va ad Astorga (se mi fanno dormire), poi sabato e domenica tapponi, come nella migliore tradizione dei grandi giri: Cruz de Hierro sabato (ti pensero’, Nardi) e O’Cebreiro domenica. Arrivo previsto a Santiango: Boh!
E comunque ho portato il costume e voglio fare il bagno nell’oceano a Finisterrae!
M4x

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